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Estensione emergenza immigrazione

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A causa del persistente ed eccezionale afflusso di cittadini extracomunitari, è stato esteso all’intero territorio nazionale lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2008. Ciò al fine di potenziare le attività di contrasto e di gestione del fenomeno.

La decisione è stata presa nella riunione del Consiglio dei ministri del 25 luglio scorso, su proposta del Ministro dell’interno, Roberto Maroni.

Il ministro Maroni ha tenuto poi, nel pomeriggio dello stesso giorno al Viminale, una conferenza stampa per chiarire alcuni punti del provvedimento.

La decisione adottata dal Governo - ha precisato il ministro - non è altro che "una proroga di altre proroghe, ben sei, quattro del governo Berlusconi a partire dall'11 dicembre 2002 e due del governo Prodi, ultima delle quali risalente al 14 febbraio 2008". Uno stato di emergenza dovuto, "all'eccezionale flusso di extracomunitari che giungono in Italia nel periodo estivo. Unica modifica, che ho sottoposto al Cdm rispetto all'ultima ordinanza del governo Prodi è di estendere lo stato di emergenza, non solo a tre regioni ma all'intero territorio nazionale".

"L'ordinanza - ha spiegato Maroni - si propone unicamente di dare assistenza ai clandestini, togliendoli dalle tende come sta accadendo in queste settimane, per alloggiarli in strutture adeguate e in case con tetto". Il provvedimento si è, quindi, reso necessario in quanto i centri di accoglienza delle tre regioni (Sicilia, Calabria e Puglia) erano ormai insufficienti - ha sottolinato il ministro - a contenere l'alto numero di arrivi e, così, si è consentito alla protezione civile di poterli alloggiare su tutto il territorio nazionale.

A tutt' oggi ospitiamo nel nostro Paese 7.359 cittadini stranieri secondo i dati comunicati dal capo dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, prefetto Mario Morcone, che ha spiegato come il provvedimento del governo consentirà "attraverso l'utilizzo di ordinanze di protezione civile, l'adozione di procedure accelerate per la gestione dei nuovi centri di accoglienza nonchè interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria in strutture soggette a quotidiano degrado". Si tratta in sostanza - conclude Morcone- di continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto e che quest'anno avevamo sperato che si potesse limitare a tre sole regioni.

Fonte: ministero dell'Interno

Redazione Internet - Rosella Rega (r.rega@governo.it)

Indice del Dossier del 29 luglio 2008

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