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Dalle ferrovie al made in Itay: tutte le misure del "decreto Ronchi"

Pagina pubblicata il 19 novembre 2009

Il provvedimento approvato dal Parlamento

La Camera dei deputati ha approvato oggi in via definitiva il disegno di legge, già approvato dal Senato, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee.

Dalle ferrovie alla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, dall'etichettatura dei prodotti alimentari ai controlli in materia di sicurezza alimentare, dal Numero di emergenza unico europeo ai sistemi di misura installati nelle reti di trasporto del gas, fino alle norme sul Made In Italy. Queste alcune delle materie - estremamente eterogenee tra loro - trattate dal provvedimento. Ma la norma che ha suscitato un vivace dibattito nei giorni scorsi è stata quella sulla cosiddetta privatizzazione dell'acqua. La norma che dispone di affidare la gestione di alcuni servizi pubblici locali a rilevanza economica attraverso gare pubbliche è contenuta nell'art.15.

"Con questo provvedimento chiudiamo 14 procedure d'infrazione" ha dichiarato il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi immediatamente dopo l'approvazione definitiva del decreto legge da parte del Parlamento.

In particolare, il ministro ha ricordato la norma che rafforza la tutela del "made in Italy" attesa da vari anni da oltre 400 mila piccole e medie imprese. "Da oggi - ha affermato Ronchi - prodotti e merci che vorranno fregiarsi del marchio 100% italiano lo potranno fare solo a precise condizioni" e cioè se tutta la filiera viene fatta in Italia. Ogni abuso per pratica commerciale ingannevole sarà punito penalmente con multe aumentate di un terzo.

Per quanto riguarda l'acceso dibattito sulla questione dell'affidamento ai privati dei servizi idrici, il ministro ha spiegato che il governo ha deciso di "intervenire per prevenire ulteriori infrazioni, cogliendo l'occasione per affrontare alcuni problemi che attendevano da anni una soluzione". Comunque Ronchi ha tenuto a ribadire che "l'acqua è, resta e sarà un bene pubblico".

Redazione Internet - Rosella Rega (r.rega@governo.it)

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