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Crisi Georgia-Ossezia

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''Abbiamo superato quello che poteva essere un momento pericoloso per l'Unione europea, che rischiava di accogliere la volontà di alcuni paesi di imporre sanzioni contro la Russia sulla base di una versione dei fatti''. Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa tenuta al termine del Consiglio europeo straordinario dedicato alla crisi georgiana che si è tenuto a Bruxelles il primo settembre. ''Credo che l'Europa dovesse dare in questa situazione un segnale della sua presenza e dell'unita' dei suoi Stati membri. E lo ha fatto, come dimostra il mandato pieno dato al presidente di turno dell'Ue Nicholas Sarkozy'', ha sottolineato Berlusconi.

Al summit, convocato da Sarkozy nella veste di Presidente di turno dell’Unione Europea, i Capi di Stato e di Governo dei 27 paesi europei sono stati chiamati assumere una posizione comune nei confronti della crisi e in particolare delle azioni che l’Unione intende intraprendere per quanto riguarda gli aiuti al paese e il futuro delle sue relazioni con la Russia.

La situazione in Georgia ha richiesto l’impegno dei paesi dell’Unione europea e delle Organizzazioni internazionali nel delicato compito di dirimere le contrapposizioni e gli interessi che coinvolgono le parti. In particolare, l’attuale crisi interessa l’Unione Europea (e i Paesi che ne fanno parte), nel suo ruolo di attore internazionale, capace di collaborare al mantenimento della pace e degli equilibri internazionali, anche nella misura in cui si proietta come soggetto capace di proporre una propria Politica europea di sicurezza.

Ad oggi, con un forte ruolo di mediazione, l’Unione Europea, sotto la regia dell’attuale Presidente di turno Sarkozy, ha formulato un accordo in sei punti - ribaditi nelle Conclusioni del Consiglio dell'Ue del 13 agosto scorso - basato sul rispetto dei principi di indipendenza, sovranità e integrità territoriale garantiti dal diritto internazionale.
L'accordo prevede in sintesi: la rinuncia all'uso della forza, la cessazione di tutte le azioni militari, l'accesso degli aiuti umanitari, il ritorno delle forze armate della Georgia alla loro dislocazione abituale, il ritiro delle truppe russe sulla linea preesistente al conflitto, l' inizio di un dibattito internazionale sul futuro status di Ossezia del Sud e Abkhazia e dei mezzi per garantire stabilità e sicurezza. La Presidenza dell'Unione Europea ha ultimamente ribadito la necessità urgente di far diminuire le tensioni e di applicare integralmente i sei punti dell’accordo di cessate il fuoco.

La posizione dell'Italia continua nel solco dell’intensa attività diplomatica condotta per tutta la durata della crisi, insieme al Ministro Frattini, dal Presidente Berlusconi, atteso al Vertice straordinario del primo settembre.
Impegno che, in stretto coordinamento con le iniziative assunte dalla Presidenza francese dell'Unione Europea ed in costante consultazione con i principali partner ed alleati, ha delineato la posizione italiana, tesa a contenere le conseguenze della crisi ed a promuoverne la soluzione.

In risposta alla richiesta georgiana di aiuti umanitari, inoltre, l'Italia è impegnata in interventi a favore delle fasce più vulnerabili della popolazione colpita dal conflitto armato, da affiancare agli sforzi per la ricostruzione di un quadro condiviso di sicurezza e di pace. In questa direzione, sarà di grande efficacia la missione internazionale dell’Osce che partirà nei prossimi giorni, una missione 'di osservazione diretta' di quel che accade, alla quale parteciperà anche l ’Italia inviando uomini delle forze armate.

 

Redazione internet - Antonella Bellino (a.bellino@governo.it)

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