Cosa contiene la circolare
Nuove costruzioni e costruzioni esistenti, porti e dighe, costruzioni antisismiche e le regole per il collaudo statiche, l'accettazione dei materiali in cantiere sono tra i temi affrontati nella circolare del 2 febbraio che ha innanzitutto lo scopo di delimitare i principi fondamentali per la valutazione della sicurezza nel settore vasto delle costruzioni.
In particolare:
il Capitolo 2 individua i principi fondamentali per la valutazione della sicurezza, definisce gli Stati Limite Ultimi (SLU) e gli Stati Limite di Esercizio (SLE) per i quali
devono essere effettuate le opportune verifiche sulle opere; introduce, inoltre, i
concetti di Vita nominale di progetto, Classi d’uso e Vita di riferimento delle opere;
classifica, infine, le possibili azioni agenti sulle costruzioni ed indica le diverse
combinazioni delle stesse e le verifiche da eseguire.
Il Capitolo 3 codifica i modelli per la descrizione delle azioni agenti sulle strutture: pesi e carichi
permanenti, sovraccarichi variabili, azione sismica, azioni del vento, azioni della
neve, azioni della temperatura, azioni eccezionali.
Il Capitolo 4 tratta le diverse tipologie di costruzioni civili ed industriali in funzione del materiale
utilizzato: calcestruzzo, acciaio, legno, muratura, altri materiali.
Le Nuove norme tecniche definiscono, per i diversi materiali considerati, le caratteristiche loro richieste, i relativi metodi di analisi, le verifiche, sia locali che globali, che occorre effettuare per accertare il rispetto dei diversi stati limite fissati dalla norma, le indicazioni sui particolari costruttivi e sulle modalità esecutive, le specifiche relative alla resistenza al fuoco ed ai carichi eccezionali.
Il Capitolo 5 disciplina i criteri generali e le indicazioni tecniche per la progettazione e
l’esecuzione dei ponti stradali e ferroviari.
Per i ponti stradali, oltre alle principali
caratteristiche geometriche, definisce le diverse possibili azioni agenti, con i diversi
schemi di carico per quanto attiene le azioni variabili da traffico.
Per i ponti
ferroviari particolare attenzione è posta sui carichi ed i relativi effetti dinamici.
Particolari e dettagliate prescrizioni sono, poi, fornite per le verifiche, sia agli SLU
che agli SLE.
Il Capitolo 6 tratta il problema della progettazione geotecnica distinguendo, in particolare, il
progetto e la realizzazione:
- delle opere di fondazione;
- delle opere di sostegno;
- delle opere in sotterraneo;
- delle opere e manufatti di materiali sciolti naturali;
- dei fronti di scavo;
- del miglioramento e rinforzo dei terreni e degli ammassi rocciosi;
- del consolidamento dei terreni interessanti opere esistenti, nonché la valutazione della sicurezza dei pendii e la fattibilità di opere che hanno riflessi su grandi aree.
Nell’articolazione del progetto vengono introdotte, distintamente, la modellazione geologica e la modellazione geotecnica del sito i cui metodi e risultati delle indagini devono essere esaurientemente esposti e commentati, rispettivamente, nella “relazione geologica” e nella “relazione geotecnica”.
Dopo le indicazioni relative alle verifiche agli stati limite, si fa un breve ma significativo cenno al metodo
osservazionale ed al monitoraggio del complesso opera-terreno.
E’ introdotto, infine, un importante paragrafo sui tiranti di ancoraggio, con le relative verifiche, regole di realizzazione e prove di carico.
Per progettazione geotecnica si intende l’insieme delle attività progettuali che riguardano le
costruzioni o le parti di costruzioni che interagiscono con il terreno, gli interventi di miglioramento
e di rinforzo del terreno, le opere in materiali sciolti, i fronti di scavo, nonché lo studio della
stabilità del sito nel quale si colloca la costruzione.
Gli obiettivi della progettazione geotecnica sono la verifica delle condizioni di sicurezza globale e
locale del sistema costruzione-terreno, inclusa la determinazione delle sollecitazioni delle strutture a
contatto con il terreno e la valutazione delle prestazioni del sistema nelle condizioni d’esercizio.
I caratteri geologici del sito, illustrati nella Relazione Geologica, costituiscono un importante riferimento per l’impostazione del progetto, soprattutto per le opere infrastrutturali ad elevato sviluppo lineare o che comunque investano aree di notevoli dimensioni.
Il Capitolo 7 tratta la progettazione in presenza di azioni sismiche ed introduce un importante
paragrafo riguardante esplicitamente i criteri generali di progettazione e
modellazione delle strutture, per la evidente riconosciuta importanza che assume
nella progettazione la corretta modellazione delle strutture, anche in relazione
all’ormai inevitabile impiego dei programmi automatici di calcolo.
Nel paragrafo
inerente i metodi di analisi ed i criteri di verifica, viene opportunamente trattata,
accanto a quella lineare, l’analisi non lineare. Sono, poi, fornite le disposizioni per
il calcolo e le verifiche delle diverse tipologie di strutture (cemento armato, acciaio,
miste acciaio-calcestruzzo, legno, muratura, ponti, opere e sistemi geotecnica).
La norma illustra, per ciascuna delle tipologie costruttive considerate nei precedenti capitoli i
provvedimenti specifici da adottare, in presenza di azioni sismiche, finalizzandoli alla progettazione
e costruzione delle opere nuove.
Particolare attenzione richiedono infine le indicazioni geotecniche specificamente
antisismiche.
Ampio spazio è stato riservato alle costruzioni ed ai
ponti con isolamento e dissipazione di energia; tale attenzione è giustificata dalla
indiscutibile efficacia che tale approccio progettuale manifesta nel costruire antisismico e dalla sua
conseguente, crescente, diffusione.
Il Capitolo 8 affronta il delicato problema della costruzioni esistenti; dopo i criteri generali sulle
diverse tipologie di edifici e le variabili che consentono di definirne lo stato di conservazione, introduce la distinzione fondamentale dei tre diversi tipi di intervento che possono essere effettuati su una costruzione esistente:
- interventi di adeguamento, atti a conseguire i livelli di sicurezza previsti dalle NTC;
- interventi di miglioramento, atti ad aumentare la sicurezza strutturale esistente pur senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti dalle NTC;
- riparazioni o interventi locali, che interessino elementi isolati e che comunque comportino un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti.
Un ulteriore importante paragrafo riporta le disposizioni per la progettazione degli interventi in presenza di azioni sismiche nelle diverse tipologie di edifici.
Il problema della sicurezza delle costruzioni esistenti è di fondamentale importanza in Italia, da un
lato per l’elevata vulnerabilità, soprattutto rispetto alle azioni sismiche, dall’altro per il valore
storico-architettonico-artistico-ambientale di gran parte del patrimonio edilizio esistente. A ciò si
aggiunge la notevole varietà di tipologie e sub-tipologie strutturali, quali, ad esempio nell’ambito
delle strutture murarie, quelle che scaturiscono dalle diversificazioni delle caratteristiche
dell’apparecchio murario e degli orizzontamenti, e dalla presenza di catene, tiranti ed altri
dispositivi di collegamento.
Ne deriva una particolare complessità delle problematiche coinvolte ed una difficile
standardizzazione dei metodi di verifica e di progetto e dell’uso delle numerose tecnologie di
intervento tradizionali e moderne oggi disponibili. Per questo, più che nelle altre parti delle NTC, è
stato seguito un approccio prestazionale, con l’adozione di poche regole di carattere generale ed
alcune indicazioni importanti per la correttezza delle diverse fasi di analisi, progettazione,
esecuzione.
Il Capitolo 9 detta disposizioni minime per l’esecuzione del collaudo statico delle opere e le
responsabilità del collaudatore. Indicazioni sono fornite sulle prove di carico, con particolare attenzione alle prove di carico su strutture prefabbricate e ponti.
Le finalità del collaudo statico previsto dal T.U. dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001), che ne regola le
procedure per le sole strutture in cemento armato normale e precompresso e metalliche, vengono
estese a tutte le parti strutturali delle opere, indipendentemente dal sistema costruttivo adottato e dal
materiale impiegato. I
n ogni caso il certificato di collaudo statico delle strutture di un’opera é un documento autonomo che, comunque, fa parte integrante o del collaudo generale tecnico-amministrativo dell’intera opera, quando previsto.
Il Committente o il Costruttore, nel caso in cui quest’ultimo esegua in proprio la costruzione,
possono richiedere al Collaudatore statico l’esecuzione di collaudi statici parziali in corso d’opera,
qualora siano motivati da difficoltà tecniche e da complessità esecutive dell’opera, salvo quanto
previsto da specifiche disposizioni in materia.
Per consentire l’utilizzazione ovvero l’esercizio delle costruzioni disciplinate dalle NTC è
necessario in ogni caso il preventivo rilascio del certificato di collaudo statico, contenente la
dichiarazione di collaudabilità delle relative opere strutturali, da parte del Collaudatore.
Il Capitolo 10 tratta le regole generali per la redazione dei progetti strutturali e delle relazioni di
calcolo, ovvero della completezza della documentazione che caratterizza un buon progetto esecutivo. Qualora l’analisi strutturale e le relative verifiche siano condotte con l’ausilio di codici di calcolo automatico, un apposito paragrafo indica al progettista i controlli da effettuare sull’affidabilità dei codici utilizzati e l’attendibilità dei risultati ottenuti.
Per la redazione dei progetti degli interventi strutturali relativi a complessi architettonici di valore
artistico o storico si farà riferimento alle specifiche disposizioni di legge e regolamentari del settore
e, per quanto compatibile, alle NTC ed alla presente Circolare.
Il Capitolo 11 tratta fondamentalmente le procedure di qualificazione e di accettazione in
cantiere dei materiali e prodotti per uso strutturale, con una formulazione finalizzata, fra l’altro, a
definire con chiarezza i compiti assegnati ai vari soggetti del processo (progettista, direttore dei
lavori, produttore, etc).
Sono confermati i principi generali secondo cui tutti i materiali e prodotti per uso strutturale devono
essere identificati, qualificati ed accettati. Ciò consente la chiara identificazione del prodotto e delle sue caratteristiche tecniche, rendendo possibile ai soggetti preposti alla vigilanza ed al controllo la valutazione dell’idoneità del prodotto all’uso previsto.
Il Capitolo 12, infine, segnala a titolo indicativo, alcuni dei più diffusi documenti tecnici che
possono essere utilizzati in mancanza di specifiche indicazioni, a integrazione delle norme in esame e per quanto con esse non in contrasto.
Sono infine illustrate le principali innovazioni delle NTC e fornite, laddove ritenute necessarie, specifiche istruzioni esplicative per la corretta applicazione delle norme medesime, al fine di facilitarne l’utilizzo da parte dei soggetti interessati a qualunque titolo (tecnici progettisti, direttori dei lavori e/o collaudatori, imprese, produttori, enti di controllo, ecc.).