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Consiglio europeo del 18 - 19 giugno 2009

Presentazione

Iniziative per fronteggiare la crisi economica e finanziaria, come la riforma della vigilanza finanziaria; iniziative per l'immigrazione; garanzie per l'Irlanda per il Trattato di Lisbona; un appello all'Iran affinché rispetti i diritti di espressione.
Sono questi gli argomenti sui quali si è espresso il Consiglio europeo che si è svolto a Bruxelles il 18 e 19 giugno scorsi. 

Tra i temi trattati, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha messo in particolare l'accento sul tema dell'immigrazione, sottolineando che questo è “un problema di tutta l’Europa che deve essere affrontato in maniera comune”. “Abbiamo presentato – ha spiegato Berlusconi nel corso di una conferenza stampa al termine del Consiglio europeo - una richiesta di un "piano di emergenza" evidenziando "la necessità di pattugliamenti congiunti con l'agenzia Frontex, la necessità di rimpatri congiunti con la suddivisione anche per i costi che devono essere ripartiti tra i vari Paesi europei, e la necessità di trattati dei Paesi europei con Paesi di transito, come Libia e Turchia”. In questa direzione, ha aggiunto il premier, il presidente della commissione europea Barroso “ci ha dato delle rassicurazioni".

Un più specifico indirizzo di risposta all'espressione del Consiglio europeo che, sul tema, ha espresso l'impegno a dare una risposta "determinata, basata sulla fermezza, sulla solidarietà e sulla responsabilità condivisa" all'immigrazione illegale, e che ha sottolineato la “sproporzionata pressione” a cui sono esposti alcuni stati membri dell’Unione europea, come l’Italia, appunto.

Molta parte hanno avuto anche i temi connessi al difficile momento economico e sociale e alla necessità di lavorare da subito ad una "strategia di uscita": ribadendo validità del Patto di stabilità e di crescita, il Consiglio europeo ha preso l'impegno a dare una risposta "comune e coordinata" alla crisi sociale, senza creare distorsioni nel mercato del lavoro. In particolare, i 27 leader dell'Unione europea hanno trovato un accordo sulla riforma della vigilanza finanziaria. Tale accordo non modifica il ruolo delle autorità di vigilanza nazionali, ma introduce un approccio che si incardina nel comune quadro europeo.

Il Consiglio europeo ha inoltre lanciato un appello alle Autorità iraniane affinché rispettino il diritto dei cittadini "a riunirsi e ad esprimersi" e ad  "astenersi dall'utilizzo della forza contro i manifestanti pacifici". Nella dichiarazione finale, il Consiglio sottolinea infatti che "l’Unione europea sta seguendo con una grande inquietudine le risposte alle manifestazioni che si stanno tenendo in Iran".

Per il varo del Trattato di Lisbona da parte dell'Irlanda, il Consiglio europeo ha deciso di concedere a Dublino un protocollo per le garanzie richieste sui temi della fiscalità, del diritto alla vita e della neutralità. Un accordo, cioè, che permette una via d’uscita all’empasse della ratifica irlandese, considerando tali garanzie sì vincolanti, ma non sottoposte a ratifica.

Sul fronte degli impegni da adottare sui cambiamenti climatici, infine, i Capi di Stato e di governo hanno "inviato un forte segnale" affinché l'Europa mantenga "un ruolo trainante in questo processo" ed hanno invitato "il resto della comunità internazionale a contribuire pienamente al raggiungimento di un risultato positivo e ambizioso", anche in vista della conferenza di Copenaghen di fine anno.

Fonti: Consiglio europeo, Ministero degli Esteri, Dipartimento Politiche Comunitarie

Redazione Internet - Antonella Bellino (a.bellino@governo.it)

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