Pagina pubblicata il 18 dicembre 2009
Presentazione
Sul tema della casa il governo ha varato tra il 2008 e il 2009 due programmi; il primo contenuto nella manovra finanziaria del 2008 (art.11 decreto legge 112/2008 convertito nella legge 133/2008) denominato "Piano nazionale di edilizia abitativa". Il secondo, prende il nome di "Piano casa" ed è stato lanciato dal presidente del Consiglio Berlusconi il 6 marzo 2009 con l'intento di rilanciare - in un periodo di crisi - un settore chiave per la nostra economia come l'edilizia.
Entrambi i programmi hanno bisogno per essere realizzati dell'accordo con le regioni e le province autonome riunite nel tavolo di confronto istituzionale che è la Conferenza Stato-Regioni.
Piano nazionale di edilizia abitativa
Per quanto riguarda questo piano, già denominato Piano nazionale di edilizia residenziale pubblica, è intervenuto l'accordo tra Stato e Regioni del 5 marzo 2009 con uno stanziamento di 550 milioni.
All'accordo ha fatto seguito il DPCM del 16 luglio 2009 che definiva le modalità del finanziamento e individuava le linee di intervento in attuazione a quanto previsto dal decreto legge 112/2008. Infine, un decreto ministeriale del 18 novembre 2009 ha ripartito fondi per circa 200 milioni di euro alle regioni per il tempestivo avvio di interventi prioritari e immediatamente realizzabili di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata. In particolare, lo stanziamento di complessivi euro 197.663.998,83 riguarda interventi di competenza degli ex IACP comunque denominati o dei comuni, regolarmente inoltrati al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, caratterizzati da immediata fattibilità, ubicati nei comuni ove la domanda di alloggi sociali risultante dalle graduatorie è più alta. I restanti euro 2.336.001,17, sono già stati impegnati - con precedente provvedimento - per gli interventi dei comuni della regione Abruzzo colpiti dal sisma dell'aprile 2009.
Piano casa
Per rilanciare un settore chiave della nostra economia quale è l'edilizia e, nello stesso tempo, andare incontro alle esigenze delle famiglie italiane, tenuto conto che l'85% vive in case di proprietà, il Presidente del Consiglio ha lanciato il 6 marzo, nel corso di una conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri n.40, la proposta di un Piano casa consistente in due progetti: il primo dà la possibilità al singolo cittadino di effettuare interventi di ampliamento e/o ricostruzione della propria abitazione. Il secondo, riguarda la semplificazione delle procedure burocratiche inerenti lavori di edilizia.
Sul primo progetto è intervenuto l'accordo tra Stato e Regioni sottoscritto il 31 marzo scorso. In base all'accordo, le Regioni si erano impegnate ad approvare proprie leggi in materia urbanistica contenenti eventuali aumenti di volumetria e/o la possibilità di demolizione e ricostruzione. Sono dodici finora le regioni che hanno approvato proprie leggi in attuazione dell'accordo con il governo.
Sul secondo progetto, invece, sul decreto legge di semplificazione approntato dal governo non c'è ancora l'intesa tra governo e regioni.
Redazione Internet - Rosella Rega (r.rega@governo.it)