Presentazione
Contrastare la prima causa del randagismo, ovvero l’abbandono
dei cani che, specialmente nell’imminenza delle
partenze vacanziere estive, assume proporzioni considerevoli.
Questo l’obiettivo della campagna di sensibilizzazione
lanciata dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle
Politiche sociali, frutto della collaborazione con il
fotografo Oliviero Toscani.
L’immagine della campagna presenta un cane che,
con sguardo rivolto all’osservatore domanda: “Tu
di che razza sei? Umana o disumana?” rovesciando
provocatoriamente un interrogativo che solitamente si
pone l’uomo quando parla di animali. Il target
dell’iniziativa di comunicazione è quello
della popolazione generale, sulla base delle statistiche
che indicano che una famiglia italiana su due convive
con un animale domestico. Un approccio confidenziale
e diretto che suggerisce inoltre diverse soluzioni per
evitare l’abbandono dei cani, rammentando inoltre
la rilevanza penale dell'atto.
La campagna sarà presente sui principali organi di stampa per circa
un mese a partire dal 9 luglio e dal 21 sui principali circuiti delle reti
stradali e autostradali.
La campagna sarà particolarmente intensa nelle regioni meridionali dove
il fenomeno dell’abbandono risulta più diffuso. Nel 2007 sono
stati segnalati al Ministero circa 600.000 cani randagi, di questi meno di
un terzo sono ospitati presso canili.
- L’iniziativa di comunicazione affianca gli
strumenti posti in essere dal legislatore e portati
avanti da Ministero e Regioni per la lotta al randagismo:
implementazione della banca dati nazionale dell’anagrafe
canina, che ad oggi raccoglie i dati identificativi
di quasi 3 milioni e 700mila animali
- La nuova ripartizione dei fondi ordinari alle Regioni
disciplinati dalla Legge 281/1991 che prevede la destinazione
del 60% delle risorse alla promozione di programmi
di sterilizzazione
- Il monitoraggio del finanziamento straordinario per
l’ammodernamento e la costruzione di canili pubblici
previsto dalla legge 376 del 2003. A oggi sono 208
i progetti accolti.
fonte: Ministero del Lavoro, della Salute e delle
Politiche sociali