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Aiuti di Stato alle imprese: misure temporanee in tempo di crisi

Presentazione aggiornata il 30 ottobre 2009

Con un Decreto del Presidente del Consiglio, pubblicato sulla G.U. del 9 giugno 2009, vengono dettate le modalità di applicazione della Comunicazione della Commissione europea 2009/C 83/01 relativa agli aiuti di Stato consentiti nell’attuale fase di crisi economica.
La Comunicazione , nel quadro degli obiettivi posti dal Piano europeo di ripresa economica del 26 novembre 2008,   ha permesso agli Stati membri di adottare misure di aiuti temporanei “anticrisi” per facilitare l’accesso al credito alle imprese.

“Accedere ai finanziamenti in misura sufficiente e a costi accettabili è una condizione indispensabile per l’investimento, la crescita e la creazione di posti di lavoro nel settore privato”: questa la premessa da cui parte  la Comunicazione, affermando poi che  “benché gli aiuti di Stato non siano una cura miracolosa contro le attuali difficoltà, un sostegno pubblico ben mirato alle imprese potrebbe rappresentare un utile elemento di uno sforzo globale volto tanto a sbloccare i prestiti alle imprese quanto ad incoraggiare il mantenimento degli investimenti in un futuro basato su basse emissioni di carbonio”.

Quindi detta delle misure supplementari temporanee, in deroga alla normativa sugli aiuti di stato, applicabili fino al 31 dicembre 2010, a favore delle imprese che dimostrino uno stato di difficoltà conseguente alla  crisi e successivo al 1° luglio 2008.

Il DPCM costituisce il provvedimento notificato a Bruxelles per la necessaria previa autorizzazione della CE; le decisioni approvate dalla  Commissione riguardano:

  •  aiuti “di importo limitato”
  • aiuti sotto forma di garanzie
  • aiuti sotto forma di prestito agevolato
  • aiuti di Stato a favore degli investimenti  in capitale di rischio di piccole e medie imprese

Le misure tese a favorire investimenti per lo sviluppo di tecnologie che contribuiscano in modo sensibile e permanente all’innalzamento dei parametri di rispetto ambientale ( prodotti c.d. "verdi"), in un primo momento sospese, sono state autorizzate dalla Commissione europea il 26 ottobre 2009.
Le amministrazioni pubbliche (dal momento della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea e, fino a tutto il 2010) potranno avviare programmi di finanziamento in forma di prestiti a tasso agevolato per favorire investimenti per lo sviluppo di nuove tecnologie che contribuiscano in modo sensibile e permanente all’innalzamento dei parametri di rispetto ambientale.

Potranno accedere ai fondi le imprese che garantiranno per il loro prodotto il raggiungimento, se non il superamento, degli standard comunitari ad oggi non ancora in vigore. In particolare, a beneficiarne saranno quelle industrie automobilistiche e dell'indotto in grado di sviluppare tecnologie che garantiscano il rispetto delle emissioni dei gas inquinanti dei veicoli passeggeri e commerciali leggeri (Euro 6).

Nelle Linee guida per l’applicazione del DPCM, diramato dal Dipartimento delle politiche comunitarie,  tutti i necessari chiarimenti.

Fonte: Dipartimento politiche comunitarie

Redazione internet - Maddalena Baldi

 

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