Presentazione
Si è conclusa la settimana scorsa a Napoli la Conferenza internazionale "Ten-T Days 2009. Il futuro delle vie di trasporto Trans-europee", organizzata dalla Commissione europea e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Le grandi reti di trasporto europee e le loro interazioni con i Paesi che si affacciano nel bacino del Mediterraneo e del Nord-Europa sono il fulcro di questo appuntamento che, proprio per il rilievo delle soluzioni che cerca, sarà da ora, per richiesta italiana, un appuntamento fisso a cadenza annuale .
Il prossimo incontro è già stato fissato, infatti, per il 2010 in Spagna, a Saragozza.
Alla due giorni partenopea hanno partecipato 41 tra ministri, viceministri e rappresentanti dei Paesi europei, africani e dell'area del Mediterraneo, nonché della Federazione Russa e della Turchia. A far gli onori di casa il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, il vicepresidente della Commissione Ue con delega ai Trasporti, Antonio Tajani e il presidente di turno del Consiglio Ue, Asa Torstensson.
Nelle numerose tavole rotonde organizzate, le delegazioni dei Paesi invitati si sono confrontate anche con gli esperti e i rappresentanti di aziende del settore, in modo da individuare concretamente i termini dell'obiettivo comune da raggiungere: la continuità territoriale tra i vari Paesi e all’interno degli stessi.
Un obiettivo che chiede, innanzitutto, l’accesso alle risorse per attuare gli interventi. Oltre a creare le condizioni per prevedere forme di partenariato Pubblico e Privato, dunque, la Conferenza ha sottolineato l'importanza di ottimizzare le risorse che i singoli Stati destinano sia attraverso i fondi nazionali (PAR, PON, FAS), sia attraverso quelli comunitari (TACIS, ISPA, etc.).
Non meno rilevante è inoltre, l'individuazione dei migliori modi di trasporto: per ridimensionare la congestione o la saturazione di determinati Assi e, al tempo stesso, abbattere i forti costi energetici. Per il raggiungimento di simili finalità diventano allora riferimenti portanti le “Autostrade del mare”, le “Vie d’acqua interne” e l’interoperabilità della rete ferroviaria.
In particolare, in un documento prodotto dalla Commissione europea, è emerso che l’Africa offre al continente europeo grandi occasioni di interazione commerciale, sia con i Paesi che si affacciano nel bacino del Mediterraneo, sia con i Paesi interni come il Senegal. Ma soprattutto offre, attraverso alcuni sistemi portuali, condizioni di complementarietà con piastre logistiche dell’Europa.
A conclusione dei lavori è stata sottoscritta la Carta di Napoli, un documento che accoglie all'unanimità la proposta italiana alla Commissione Europea di non sottoporre ai vincoli del Patto di Stabilità - previsto dal Trattato di Maastricht - gli interventi infrastrutturali relativi alle reti di trasporto Trans-europee.
Tra i punti affrontati nel suo intervento, il ministro Matteoli si è infine soffermato sulla "omogeneità funzionale" delle reti e "sul rischio che l'assenza di omogeneità, l'assenza di continuità e di fluidità degli assi (strade, ferrovie, telecomunicazioni, ecc.) e dei nodi (porti, interporti ed aeroporti), possa riprodurre, in un sistema ormai globalizzato e sempre più alla ricerca di integrazione ed interazione, assurdi vincoli che distruggono ogni forma di mercato, ogni forma di sana competitività e azzerano l’unica condizione che la nostra generazione persegue: l'interesse comune".