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Presidenza del Consiglio dei Ministri

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Consiglio dei Ministri n. 43 del 14 marzo 2002

14 Marzo 2002

La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica:

il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, alle ore 9,55 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi; dalle ore 13,00 la presidenza è stata assunta dal Vicepresidente, Gianfranco Fini.

Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta.

Il Consiglio ha espresso profondo cordoglio per la morte del fotoreporter Raffaele CIRIELLO, avvenuta in circostanze non ancora chiare, ed in ordine alle quali la Farnesina ha avviato immediati contatti con le Autorità israeliane.

Il Presidente Berlusconi ha svolto una relazione sulla visita di Stato in Arabia Saudita, in occasione della quale - ha sottolineato ’ grande attenzione è stata dedicata alla difficile situazione in Medio Oriente. Nel corso dei colloqui con le Autorità saudite sono emersi incoraggianti prospettive per una possibile soluzione dei problemi nella predetta area, sui cui contenuti specifici riferirà domani al Consiglio europeo di Barcellona.

Il Presidente Berlusconi ha altresì informato che lunedì pomeriggio 18 marzo 2002 sarà convocato un Consiglio straordinario per l'adozione di un provvedimento d'urgenza in materia di autotrasporto. Ha inoltre annunciato che nel predetto Vertice di Barcellona si farà portatore delle questioni connesse ai “valichi alpini” al “gasolio professionale” ed agli “ecopunti”.

Dopo approfondito esame, su proposta del Ministro del Lavoro, Maroni, il Consiglio ha approvato un emendamento correttivo dell'art.10 (vedi allegato) del disegno di legge n. 848/Senato, che ha i seguenti prioritari obiettivi:

a) introdurre finalmente in Italia una “borsa del lavoro” affinché domanda e offerta si incontrino agevolmente attraverso il rapido decollo dei servizi privati all'impiego e del sistema informativo del lavoro;

b) avviare il collegamento tra formazione continua e sussidi ai disoccupati, in modo da sostenere chi cerca davvero lavoro e disincentivare comportamenti passivi;

c) diffondere il lavoro a tempo parziale (8% in Italia contro 18% in media UE e 41% in Olanda) e altre tipologie contrattuali (lavoro a chiamata, lavoro occasionale, leasing di manodopera) attraverso regole semplici e flessibili, utili ad accrescere le opportunità di lavoro;

d) estendere le tutele a forme di lavoro che oggi ne sono prive, come le collaborazioni coordinate e continuative.

La proposta definita oggi è rivolta ad accrescere il numero dei posti di lavoro regolari e stabili attraverso l'esperimento, per quattro anni, di sostituire la sanzione della reintegrazione nel posto di lavoro con quella del risarcimento nel caso di licenziamento ingiustificato, già oggi vigente per i lavoratori di aziende con meno di 15 dipendenti. Il licenziamento ingiustificato non deve essere confuso con quello discriminatorio o a danno della donna che si sposa o si trova in maternità, che rimane nullo e quindi assistito dalla reintegrazione nel posto di lavoro. Si tratta pertanto di una norma già applicata a molti lavoratori in Italia (circa 3 milioni) e, peraltro, largamente prevalente in Europa; solo in Italia, Austria e Portogallo si applica la sanzione della reintegrazione obbligatoria.

Il risarcimento in luogo della reitegrazione è previsto per:

a) i lavoratori che emergono dall'economia sommersa;

b) i lavoratori assunti oltre i 15 dipendenti al fine di stimolare la crescita dell'occupazione e della dimensione nelle piccole imprese;

c) la trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato nelle Regioni del Mezzogiorno, al fine di accrescere le possibilità di attrarre investimenti in occasione della prevista ripresa economica.

Il Consiglio ha poi deciso l'istituzione di un tavolo di confronto con la Parti sociali per la definizione dello “Statuto dei lavori”.

Successivamente, il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:

su proposta del Presidente Berlusconi e del Ministro per la Funzione Pubblica, Frattini:

- uno schema di testo unico, in forma tripartita, delle vigenti disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia nei procedimenti civili, penali, amministrativi e tributari. L'iniziativa, che ha comportato un impegno notevole nella revisione del settore, caratterizzato da una frammentazione normativa stratificatasi in un arco temporale di centocinquantanni, consentirà sia agli operatori che ai cittadini di disporre di un quadro di riferimento certo e aggiornato sulla disciplina applicabile alle singole fattispecie. Il provvedimento, sul quale si sono già espressi favorevolmente il Consiglio di Stato e la Corte dei conti, sarà ora trasmesso al parere delle competenti Commissioni parlamentari;

su proposta del Presidente del Consiglio e, ad interim, Ministro degli Affari Esteri, Berlusconi:

- un disegno di legge con cui viene autorizzata la partecipazione alla spesa per l'ammodernamento e l'ampliamento delle strutture del Quartiere Generale del Consiglio atlantico a Bruxelles. Tali interventi sono conseguenti alle mutate esigenze organizzative dell'Alleanza Atlantica, determinate da profonde trasformazioni intervenute in questi ultimi anni sia in ordine al suo ruolo istituzionale, sia a seguito dell'ingresso di nuovi Paesi;

su proposta del Ministro della Giustizia, Castelli:

- un disegno di legge delega per la riforma, (da attuare entro un anno), dell'ordinamento giudiziario. Il progetto prevede una nuova disciplina dei requisiti richiesti per partecipare al concorso per l'accesso alla Magistratura; provvede a ridefinire la normativa in tema di tirocinio e formazione degli uditori giudiziari; disciplina l'aggiornamento professionale dei magistrati; a tal fine è prevista l'istituzione presso la Corte di Cassazione di una Scuola della Magistratura. Il provvedimento prevede anche la riforma dei consigli giudiziari; la disciplina del passaggio dei magistrati dalle funzioni requirenti a quelle giudicanti e viceversa; la temporaneità degli incarichi direttivi; una specifica tipizzazione dei comportamenti suscettibili di valutazione disciplinare. Il quadro del disegno di riforma è completato dal conferimento della delega per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, da attuare entro due anni dalla data di entrata in vigore della legge.

Il progetto prevede, altresì, nuove norme in tema di accesso alle funzioni di legittimità. I restanti posti presso la Corte di Cassazione e la Procura generale saranno assegnati dal Consiglio superiore della Magistratura, previo parere della Commissione speciale per le funzioni di legittimità;

- uno schema di regolamento che, colmando una lacuna dell'attuale normativa, provvede a stabilire il trattamento economico accessorio per i Vice Capi, con funzioni vicarie, degli Uffici, rispettivamente, di Gabinetto e Legislativo. Sul provvedimento saranno acquisiti i prescritti pareri;

su proposta dei Ministri per le Politiche Comunitarie, Buttiglione, e del Lavoro, Maroni:

- un decreto legislativo per l'attuazione della direttiva 94/45 relativa all'istituzione di un Comitato aziendale europeo o di una procedura per l'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie. Il provvedimento (già approvato in via preliminare nella riunione del 25 gennaio scorso) ha riportato il parere favorevole delle competenti Commissioni parlamentari. In materia, è pendente un procedimento di infrazione;

su proposta del Ministro dell'Istruzione e dell'Università, Moratti:

- un disegno di legge (approvato in via definitiva a seguito del parere reso dalla Conferenza unificata) recante delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale;

- un regolamento per l'organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro, in ordine al quale sono stati acquisiti i prescritti pareri.

Il Consiglio, previa relazione del Ministro per gli Affari Regionali, La Loggia, ha avviato l'esame di uno schema di disegno di legge che, in relazione alle significative modifiche costituzionali introdotte dalla legge n.3 del 2001, provvede ad adeguare l'ordinamento della Repubblica per la concreta applicazione della riforma del titolo V della Costituzione.

Previa relazione del Ministro Frattini, il Consiglio ha espresso avviso favorevole all'ipotesi di accordo quadro che differisce al 31 dicembre 2005 il termine entro il quale i dipendenti pubblici dovranno optare per l'eventuale iscrizione a fondi pensione complementari.

Su proposta del Ministro Scajola, il Consiglio ha deliberato la proroga della gestione commissariale per i comuni di Cirò (Crotone), di Rizziconi e di San Luca (Reggio Calabria), non essendosi ancora conclusa l'azione per il ripristino della legalità nelle predette istituzioni locali.

Il Consiglio, infine, su proposta del Ministro per gli Affari Regionali, La Loggia, ha esaminato talune leggi regionali a norma dell'art. 127 della Costituzione.

La seduta ha avuto termine alle ore 14,55

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ALLEGATO

Articolo 10

(Delega al Governo in materia di altre misure temporanee e sperimentali a sostegno della occupazione regolare, nonché incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato)

1. Ai fini di sostegno e incentivazione della occupazione regolare e delle assunzioni a tempo indeterminato, il Governo è delegato ad emanare uno o più decreti legislativi per introdurre in via sperimentale, entro il termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, disposizioni relative alle conseguenze sanzionatorie a carico del datore di lavoro in caso di licenziamento ingiustificato ai sensi della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni, in deroga all'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, prevedendo in alternativa il risarcimento alla reintegrazione, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) conferma dei divieti attualmente vigenti in materia di licenziamento discriminatorio a norma dell'articolo 15 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, licenziamento della lavoratrice in concomitanza con il suo matrimonio a norma degli articoli 1 e 2 della legge 9 gennaio 1963, n. 7, e licenziamento in caso di malattia o maternità a norma dell'articolo 2110 del codice civile;

b) applicazione in via sperimentale della disciplina per la durata di quattro anni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi, fatta salva la possibilità di proroghe in relazione agli effetti registrati sul piano occupazionale;

c) applicazione della disciplina come strumento di emersione dal lavoro sommerso e di contrasto al lavoro irregolare e non dichiarato, nonché come sostegno alla crescita dimensionale delle imprese minori, non computandosi nel numero dei dipendenti occupati le unità lavorative assunte per il primo biennio;

d) applicazione della disciplina come strumento di stabilizzazione dei rapporti di lavoro sulla base di trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato. Al fine di incrementare l'occupazione, in particolar modo giovanile, nelle regioni del Mezzogiorno, la disciplina di cui alla presente lettera d) sarà limitata ai datori di lavoro privati ed agli enti pubblici economici operanti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;

e) previsione che decorsi ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al presente articolo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali procederà ad una prima verifica, con le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, degli effetti sul mercato del lavoro e sui livelli di occupazione nel frattempo determinatisi. Analoga verifica sarà effettuata alla scadenza del trentaseiesimo mese, al fine di consentire al Governo di riferirne al Parlamento allo scopo di valutare l'opportunità della proroga di cui alla lettera b).