22 Dicembre 2006
La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica:
Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi alle ore 11,10 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Romano Prodi.
Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Enrico Letta.
Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:
su proposta del Ministro per i diritti e le pari opportunità, Barbara Pollastrini, del Ministro della giustizia, Clemente Mastella, e del Ministro per le politiche della famiglia, Rosy Bindi:
- un disegno di legge per la sensibilizzazione, la prevenzione e la repressione di violenze, anche in ambito familiare, maturate a causa di genere e di forme di discriminazione e di prevaricazione su soggetti deboli, anche anziani, minori e disabili. Si tratta di un intervento normativo del tutto nuovo in Italia, articolato su più fronti; non solo, dunque, su quello repressivo, ma in particolare su quello della prevenzione e dell’informazione, nella consapevolezza che non si tratta soltanto di un tema di ordine penale bensì della manifestazione di un problema, in primo luogo culturale, fortemente radicato. In coerenza con gli innumerevoli indirizzi internazionali in materia e in risposta a sollecitazioni da tempo provenienti dall’associazionismo femminile, il disegno di legge si muove su tre percorsi fondamentali: misure di sensibilizzazione e di prevenzione, riconoscimento di particolari diritti alle vittime della violenza, ampliamento della tutela processuale sia penale sia civile. Il provvedimento introduce infatti nuove fattispecie di reato (per adescamento di minori attraverso la rete internet e per “atti persecutori”) per reprimere fenomeni in crescita allarmante e prevede altresì nuove aggravanti speciali del reato di violenza sessuale commesso dal coniuge, ovvero commesso ai danni di una donna in stato di gravidanza. Sarà possibile il giudizio immediato per i reati di violenza sessuale, atti sessuali con minorenne, corruzione di minore e violenza sessuale di gruppo, mentre la previsione dell’aggravante generale in vigore è estesa a reati commessi per motivi discriminatori fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere. In considerazione del forte rilievo sociale delle norme, il provvedimento verrà presentato alle Camere con l’auspicio di un esame urgente;